Indagini SEM-EDS per l’archeometria e la numismatica

L’archeometria si occupa dello studio scientifico mediante analisi di laboratorio di beni di interesse storico, archeologico, artistico e architettonico.

Gli studi archeometrici permettono di indagare una vasta gamma di materiali: lapidei, ceramica, vetro, metalli, materiali pittorici (compresi pigmenti, coloranti e leganti), e materiali organici, da cui è possibile ricavare molte informazioni necessarie per una più completa lettura storica e archeologica dell’oggetto.

Nel campo della numismatica (lo studio scientifico della moneta e della sua storia in tutte le sue varie forme), un ruolo importante lo gioca l’analisi dei metalli, che non solo dà indicazioni sulla provenienza dei metalli monetari, ma che può anche dare risposte a problemi di politica monetaria (variazioni del titolo di purezza dei metalli nel quadro di una svalutazione) oltre ovviamente ad essere un’analisi chiave per il riconoscimento di falsi o di più o meno fedeli riproduzioni.

Nell’esempio riportato, è stato eseguito uno studio su una vecchia moneta rinvenuta nei pressi di Pomarolo, un piccolo borgo situato in Trentino, già noto per la scoperta, avvenuta negli anni ’60, di un cimitero di età tardoromana con sepolture a inumazione ed elementi di corredo che testimoniano lo stanziamento nel IV-V secolo d.C. di un manipolo di soldati a controllo della viabilità.

La moneta rinvenuta risultava ferromagnetica, caratteristica non compatibile con le corrispondenti monete originali romane che erano invece di rame.

Le analisi EDS hanno effettivamente rivelato una composizione a base di rame e argento (rispettivamente 45.7% e 46.9%), con il 2.3% di ferro (Fig.3) (escludendo carbonio e ossigeno), confermando la non autenticità della moneta in esame.

Come spiegato sul sito www.moneteromane.info da Giulio De Florio, esperto consulente in numismatica, la moneta fa parte di un gruppo di dieci riproduzioni che la ditta Plasmon – Linea ragazzi nel 1978 regalava con l’acquisto della crema spalmabile Ergo Spalma. Nello specifico, si tratta di una riproduzione di un Asse romano del 102 a.C..

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