Profondità di campo

Uno dei vantaggi nell’osservare i campioni al microscopio elettronico a scansione, rispetto alla tecnica in trasmissione, è la possibilità di posizionare sullo stub il campione tal quale, non solo quando il campione è perfettamente piano (ad esempio una superficie lucidata), ma anche quando si tratta di un campione “tridimensionale”, con una sua particolare conformazione e morfologia. Nel caso ad esempio di un fossile di Spumellaria, abbiamo a che fare con un protista radiolare caratterizzato da uno scheletro siliceo sferico e da una capsula centrale, adibita a contenere il corpo molle (endoplasma ed ectoplasma). Lo scheletro siliceo è dotato in genere di protuberanze appuntite disposte simmetricamente, che danno a questi organismi un’elegante struttura.

La simmetria dello scheletro e la morfologia complessiva, così come la struttura centrale interna, sono caratteristiche chiave per la comprensione dell’evoluzione dell’ordine Spumellaria e la sua classificazione filogenetica. Onnipresenti e abbondanti in tutti gli oceani, la diversa conformazione dei loro fossili rappresenta una documentazione estremamente preziosa per gli studi di ricostruzione paleoambientale. Radiolari fossili sono noti sin dal Cambriano (circa 515 milioni di anni fa).

Nell’osservazione al SEM di campioni come questi, diventa di fondamentale importanza la profondità di campo (DOF, depth of field), ovvero la distanza tra il punto più vicino e il punto più lontano (rispetto all’osservatore) nel campo inquadrato che appaiono nitidi sul piano focale. Nell’immagine, infatti, può essere più importante mettere a fuoco e far risaltare un particolare ben definito (bassa profondità di campo), oppure avere a fuoco il maggior numero di dettagli o addirittura l’intera struttura nella sua tridimensionalità (elevata profondità di campo).

Nello specifico, per ottenere una maggiore profondità di campo nell’immagine visualizzata è possibile agire su alcuni parametri di acquisizione al SEM:

·         posizionare il campione ad una distanza WD maggiore;

·         utilizzare un ingrandimento minore;

·         selezionare un diaframma più piccolo.

Inoltre i SEM Coxem sono dotati di correzione gamma, che permette di regolare i livelli di grigio migliorando il contrasto locale e mettendo maggiormente in evidenza i dettagli nascosti o situati ad esempio all’interno di una cavità.

Figg.1-6 – Fossile di radiolare Spumellaria a diversi ingrandimenti. L’asse di tilt motorizzato permette di inclinare il campione per mettere in evidenza le protuberanze appuntite presenti sulla superficie. Campione gentilmente concesso dal dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università di Perugia. Immagini acquisite con SEM Coxem EM-30N.

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